Economia
20 dicembre 2020 ![]() Garantire una razione alimentare a tutti coloro che ne hanno bisogno ONLUS Pane Quotidiano Riprendiamo da Sputnik"Garantire una razione alimentare a tutti coloro che ne hanno bisogno" - ONLUS Pane Quotidiano ОNLUS PANE QUOTIDIANO All’emergenza sanitaria che non accenna a diminuire, col passare dei mesi si sta sommando una vera e propria emergenza di tipo economico, i cui segnali purtroppo non hanno tardato a farsi vedere. Lo scorso lockdown, come le varie restrizioni delle attuali zone a colori variabili se, da una parte, forse hanno rallentato la diffusione del virus, dall’altra, con velocità impressionante hanno invece causato una diffusa povertà soprattutto tra le classi più esposte e meno dotate di risorse economiche. Dati alla mano, secondo il Rapporto povertà della Caritas nel periodo maggio-settembre 2020, confrontato con gli stessi mesi del 2019, l’incidenza dei “nuovi poveri” per effetto dell’emergenza Covid è passata dal 31% al 45%. Il calo del lavoro in questi ultimi mesi e la mancanza di adeguati paracadute sociali, da un giorno all’altro, hanno privato persone e intere famiglie dei basilari mezzi di sostentamento, fino ad una vera e propria emergenza alimentare. A Milano la ONLUS “Pane quotidiano” si è messa in prima linea, concretamente, per cercare di alleviare gli effetti di questa povertà emergente. Ogni mattina sono centinaia le persone che sostano in code interminabili in attesa del loro turno per una razione alimentare davanti ai due punti di distribuzione che “Pane Quotidiano” ha aperto nel capoluogo lombardo. Il vice presidente di “Pane Quotidiano” Luigi Rossi, contattato da Sputnik Italia, con la sua testimonianza diretta ha descritto nel dettaglio la portata di questo grande impegno di solidarietà. — Da quando avete iniziato la vostra attività? — “Pane Quotidiano” è un’associazione solidaristica fondata nel 1898 che quest’anno ha compiuto 122 anni. È un’associazione laica e senza alcuna matrice politica. Dalle nostre sedi: quella di via Toscana 28 e di viale Monza 235, distribuiamo tutti i giorni generi di conforto, soprattutto generi alimentari. L’impegno è di garantire una razione alimentare a tutti coloro che ne hanno bisogno. — “Pane quotidiano”, la denominazione ci rimanda alla famosa preghiera del “Padre Nostro”. Un richiamo certamente profondo nel significato! — In effetti la denominazione “Pane Quotidiano” ci rimanda alla famosa preghiera, però ci tengo a sottolineare che “Pane Quotidiano” è un’associazione laica: la fame non conosce religione. — Fornite solo pane o anche altri generi alimentari? — Inizialmente davamo solo pane, poi l’associazione si è evoluta e oggi possiamo dare una razione alimentare completa. La razione alimentare che distribuiamo consta di: 350 gr. di pane, un litro di latte, due yogurt, un pacco di pasta o di riso, formaggi, talvolta anche salumi, frutta e verdura in quantità e anche dolciumi. Aumento visibile della povertà— I servizi che sono stati girati sulla vostra distribuzione mostrano code interminabili di persone in attesa di ricevere la loro razione. Quante sono le persone alle quali ogni giorno riuscite a fornire un supporto alimentare? La situazione è realmente così grave? — Assolutamente si! Infatti nelle nostre due sedi milanesi c’è un passaggio di circa 3000 – 3500 persone al giorno e annoveriamo circa un milione di passaggi l’anno; per passaggi intendo razioni consegnate. Le razioni alimentari che distribuiamo hanno un valore che va dai 25 ai 30 euro. Se moltiplichiamo il milione di passaggi l’anno, da un punto di vista del valore economico, distribuiamo dai 25 ai 30 milioni di euro su base annua. Fortunatamente tutti i generi alimentari che noi doniamo ci vengono regalati e altrettanto donati dalle aziende produttrici che ci donano l’eccedente di produzione. Poi, a noi piace pensare che questo eccedente di produzione venga anche fatto appositamente proprio per aiutare “Pane Quotidiano” o altre associazioni come la nostra. — Principalmente, chi sono le persone che si rivolgono a voi? — Devo premettere che per venire a “Pane Quotidiano” non servono né tessere di riconoscimento, né particolari autorizzazioni, di conseguenza non abbiamo diretta conoscenza delle persone e delle motivazioni che le spingono a noi; in effetti il nostro moto è “Sorella, fratello, nessuno qui ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni”. Tutto questo a significare il fatto che noi non vogliamo prevaricare la dignità di coloro che si mettono ordinatamente in fila e vengono a percepire la razione alimentare. Proprio per questo motivo non abbiamo una statistica precisa di queste persone, però abbiamo gli occhi per vedere e possiamo dire che, orientativamente, c’è una percentuale del 60% costituita da extracomunitari e del 40% da italiani. La maggior parte degli italiani che di solito vengono a “Pane Quotidiano” è rappresentata da anziani che con la loro misera pensione non arrivano a fine-mese. Ultimamente però stiamo osservando volti nuovi: disoccupati, persone che hanno perso il lavoro, persone che in ogni caso vivono in uno stato di indigenza, tra di loro vediamo anche molte persone giovani. L’aumento della povertà come effetto della pandemia— Quali le cause? Davanti a questi casi di nuovi poveri è possibile individuare una correlazione con le misure di contenimento adottate dall’emergenza sanitaria? — Come ho detto, noi stiamo annoverando volti nuovi tra colo che si rivolgono a “Pane Quotidiano”, tuttavia, ritengo, per vedere le reali ripercussioni di questa pandemia dovremo aspettare il prossimo anno allorquando cesseranno gli ammortizzatori sociali e verrà tolto il blocco ai licenziamenti. Bisognerà vedere in quel momento se la gente ritroverà il proprio posto di lavoro, oppure non lo ritroverà più! Sicuramente un bilancio reale sugli effetti della pandemia lo andremo a fare dalla primavera del prossimo anno. — Quindi se non si morirà di virus si morirà di stenti? — Questa pandemia quando è arrivata ha creato grossi problemi sotto il punto di vista sanitario, come sappiamo ci sono stati parecchi morti. È stato un disastro, certo, ma lascerà tanti disastri anche quando se ne andrà, da un punto di vista economico. Veramente ci saranno molte persone che avranno il problema di non aver nulla da mettere sotto denti! — Vuole lanciare un appello magari rivolto a chi vorrebbe aiutarvi? — L’accorato appello che posso fare è che noi abbiamo, chiaramente, bisogno anche di fondi per far si che l’associazione possa far fronte al raggiungimento dei suoi scopi solidaristici. In effetti, affinché “Pane Quotidiano” funzioni, grazie alla grande opera di circa 150 – 170 volontari che già donano quanto hanno di più prezioso che è il loro tempo, abbiamo anche una mini struttura composta da 6 dipendenti: dobbiamo stoccare e sistemare le merci, rispondere alle telefonate, lavorare in magazzino. Abbiamo molte utenze elettriche, per esempio le celle frigorifere che, solo loro, rappresentano una spesa di 50 – 60 mila euro all’anno. Bisogna considerare che abbiamo anche spese di carburante per andare a ritirare gli alimenti, perché è vero che ce li donano ma dobbiamo pur andarli a ritirare, anche qui facciamo 40 – 50 mila euro di spesa di gasolio all’anno.. e tante altre. — Per eventuali donazioni come si può fare? — Per chi desideri aiutarci, sul nostro sito “panequotidiano.eu” sono riportate tutte le indicazioni e le varie modalità. Non posso far altro che ringraziare!
>>>articolo originale online>>> ... |