USA
05 febbraio 2025 Tulsi Gabbard ottiene l’approvazione della Commissione senatoriale grazie al sostegno di tre senatori prima contrari La commissione Intelligence del Senato Usa ha approvato la nomina di Tulsi Gabbard a capo della National Intelligence, con tutti e 9 i repubblicani schierati a favore dell'ex deputata dem, nell'occhio del ciclone per le posizioni considerate filorusse e per il suo viaggio in Siria per incontrare Bashar Assad nel 2017. Gli otto democratici hanno votato contro nella sessione a porte chiuse. Decisivo il voto per Gabbard è arrivato da Todd Young, senatore repubblicano che durante l'audizione aveva espresso il suo disappunto perché Gabbard si era rifiutata di definire Edward Snowden "un traditore". Prima del voto Young ha sottolineato i diversi impegni presi da Gabbard per ottenere il suo voto, tra cui la promessa di non chiedere la grazia per Edward Snowden, di aggiornare la commissione di intelligence del Senato sui viaggi all'estero e di collaborare con il comitato per riautorizzare la Sezione 702 del FISA. Anche la senatrice Susan Collins, repubblicana del Maine, membro moderato dell'Intelligence Committee, aveva espresso riserve su Gabbard, accettando poi di sostenerla perché condividono la stessa visione di ridurre l'Office of the Director of National Intelligence: non vede l'ora di lavorare con Gabbard per "rafforzare la nostra sicurezza nazionale", ha affermato.
“… In un Editoriale pubblicato su Newsweek nel fine settimana, Tulsi Gabbard ha scritto di aver spiegato nella sessione a porte chiuse della sua udienza di conferma perché si è rifiutata di chiamare Snowden “un traditore”. "Il tradimento è un reato capitale, punibile con la morte, eppure politici come l'ex segretario di Stato Hillary Clinton e l'ex senatore degli Stati Uniti Mitt Romney hanno calunniato me, Donald Trump Jr. e altri con accuse infondate di tradimento. È essenziale concentrarsi sui fatti, non sulle etichette. Snowden avrebbe dovuto sollevare le sue preoccupazioni sulla sorveglianza illegale attraverso canali autorizzati, come l'Ispettore generale o il Comitato di intelligence, invece di spifferare tutto ai media". La Gabbard ha anche presentato un piano in quattro punti per prevenire future fughe di notizie simili a quelle di Snowden, che comprende la supervisione per garantire che non vi siano programmi illegali di raccolta di informazioni, la riduzione al minimo dell'accesso a informazioni sensibili, l'informazione ai lavoratori del governo sulle opzioni legali per gli informatori e la creazione di una linea telefonica diretta per gli informatori che possono contattare direttamente la Gabbard.…
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