Ambientalismo
24 gennaio 2025 LE FALSE EMERGENZE SONO UN BUSINESS CHE GIRA ESATTAMENTE COME UNA MAFIA GREEN-GATE o TIMMERMANS-GATE? Scoppia il green-gate e tutti cadono dal pero. Lo stanno chiamando Timmermans-gate. Povero Timmermans, se gli toccherà fare da capro espiatorio mi dispiace. Il mio primo articolo sulla bufala dell’emergenza climatica me lo pubblicava proprio Maurizio Belpietro, ed era il 4 settembre dell’anno domini 2000: un quarto di secolo fa! E le ultime parole del nostro articolo del 9 gennaio scorso sono: «Quello ambientalista è un racket più dannoso del racket della mafia e, come quello della mafia, porta solo povertà (e, naturalmente, ricchezza alla mafia)». Nel mezzo voglio citare il mio libricino «Non c’è alcuna emergenza climatica» (21moSecolo editore, 2020), e mi cito a buon diritto, diciamo come piccolo risarcimento, visto che per averne parlato su Youtube, da Youtube sono stato espulso. Vediamo come stanno le cose. Nella nostra società vi è, sì, una consistente porzione di popolazione dedita ad attività produttive di essenziali beni di consumo, nell’agricoltura o nell’industria. Nel caso dell’agricoltura si producono beni di prima necessità (quella della nutrizione) per l’uomo, e chi è dedito all’agricoltura svolge, appunto, un’attività primaria. Le attività industriali, dall’impresa artigianale alla grande industria, sono attività secondarie. Non si dovrebbe sbagliare di molto stimando in meno del 40% la popolazione dedita a queste attività. Cosa fa il resto? Oggi, la porzione più consistente di noi è dedita a produrre servizi: il terziario. Un’attività, questa, a volte altrettanto essenziale, a volte pleonastica, a volte, a dire il vero, proprio improduttiva. Il fatto è che persino chi svolge la parte improduttiva del terziario non deve nutrire sensi di colpa, visto che esiste anche un peculiare tipo di attività che chiameremo quaternarie. Ed è qui che casca il green-gate, un sottoinsieme del quale fu il climate-gate del 2009, subito insabbiato. Come verrà insabbiato lo scandalo odierno: e personalmente lo considero insabbiato se non vedo le dimissioni di Ursula von der Leyen, perché sappiamo il ruolo della testa del pesce. Le attività quaternarie sono quelle che prendono a cuore, a volte con apprezzabile metodo scientifico, l’obiettivo di distruggere le altre attività. Non potendo presentare apertamente il loro volto, creano prima un problema (finto per definizione), e poi si presentano per risolverne altri, tra cui i preferiti sono quelli della protezione dell’ambiente dal finto pericolo. Tipicamente, le attività quaternarie sono inventate per essere ad alto valore aggiunto, in modo da creare un indotto vasto, il più vasto possibile, che mantenga alti i consensi sulle azioni (i prodotti, ossia i risultati, possono – se non addirittura devono – essere irrilevanti). Le azioni delle attività quaternarie devono essere obbligatorie per legge, la cui trasgressione deve prevedere responsabilità penali. Se si prova a depenalizzarle ne consegue sempre un coro di proteste ben orchestrato. (Rammentate? Provarono a introdurre il reato di negazionismo climatico). Esse, inoltre, devono essere assoggettate ad un regime autorizzatorio estremamente rigido. Un tale regime, non è difficile da intuire, ha la potenzialità di fruttare, mediante tecniche di incasso molto sofisticate, più introiti delle tangenti della mafia sugli appalti. Ovunque v’è una tecnologia che abbia anche il pregio di promettere nuovo benessere e, quindi, di godere i favori di un potenziale ampio mercato, ecco che piombano, come avvoltoi, le attività quaternarie. Tipico esempio di attività quaternaria è, appunto, quella della lotta al clima che cambia, bollata come emergenza. L’emergenza climatica è finta, ma questo è il punto: quanto più finto è il pericolo paventato, tanto maggiore è l’interesse che esso riscuote. Si sta sempre al sicuro ad affrontare un rischio finto: è ad affrontare quelli veri che si corrono...rischi. E, non appena qualcuno obietta e dimostra che esso è finto, basta cambiargli nome: nel caso dell’esempio climatico, non appena smascherato, il global warming divenne climate change e, smascherato anche questo, è diventato la climate crisis del povero Timmermans. L’obiettivo ufficiale di molte attività quaternarie è, come detto, la protezione dell’ambiente. Il primo posto, quindi, tra coloro che sono dediti alle attività quaternarie, spetta alle associazioni cosiddette verdi. Il loro motto è: piatto ricco mi ci ficco. Nel complesso, queste costituiscono il racket-verde. Ecco perché mi sembra cadano dal pero quelli che strabuzzano gli occhi e rimangono a bocca aperta al cospetto del green-gate. Franco Battaglia Articolo pubblicato sul quotidiano LA VERITÀ il 24 gennaio 2025 ... |