SCENARI GEOPOLITICI
11 dicembre 2024 La trappola in Siria: Alex Krainer sulle lotte per il potere globale e la pericolosa scommessa dell'Occidente Alex Krainer su Siria, geopolitica globale e tendenze economiche La situazione in Siria e le manovre strategiche della RussiaL'intervista di Capital Cosm ha approfondito la situazione in corso in Siria, esaminandone le implicazioni per le potenze globali. Alex Krainer ha condiviso la sua prospettiva sulla strategia russa in Siria, suggerendo che la decisione di sciogliere le truppe siriane potrebbe essere stata radicata in una mossa calcolata per fare affidamento sul tempo e sull'attrito. "Penso che il tempo lo dirà", ha osservato, sottolineando l'incertezza dei risultati a lungo termine. Per quanto riguarda le poste in gioco geopolitiche della Russia, Krainer ha evidenziato la loro adattabilità: "Potenzialmente sì", ha ammesso sul rischio della Russia di perdere il suo porto in acque calde a Tartus, ma ha rapidamente aggiunto, "Non è una perdita che non possono recuperare". ![]() Krainer ha anche discusso il quadro strategico più ampio che coinvolge alleanze come la rete iraniana e proxy come Hezbollah. Ha suggerito che la Siria potrebbe diventare una "trappola per gli Stati Uniti", attirando risorse e destabilizzando gli interessi occidentali. Ha elaborato le motivazioni dell'Occidente, tra cui proteggere Israele, contrastare l'Iran e facilitare rotte energetiche come i gasdotti dal Qatar. Tuttavia, questi sforzi comportano dei rischi. "Questi gruppi jihadisti", ha sottolineato, "sono in gran parte mercenari", il che implica il loro potenziale di cambiare alleanza se incentivati. La situazione, secondo Krainer, fa parte di uno sforzo più ampio da parte di Russia, Iran e Cina per "espellere gli interessi occidentali dal Medio Oriente". Le sfide dell'Occidente e il contesto storicoAmpliando il dilemma strategico, Krainer ha tracciato parallelismi tra il coinvolgimento dell'Occidente in Siria e l'impaccio dell'Unione Sovietica in Afghanistan. Ha descritto la situazione attuale come un potenziale "osso su cui strozzeranno", una trappola simile a quella che ha portato al crollo dell'URSS. Riflettendo sulla Dottrina Wolfowitz del 1993, che cercava di mantenere il predominio unipolare degli Stati Uniti, Krainer ha osservato che questa ambizione ha vacillato nel tempo: "Sono più vicini a proteggere il regno... o ne sono più lontani? Mi guardo intorno e sono anni luce più lontani". ![]() Krainer ha sottolineato diversi ostacoli per le potenze occidentali, come la rinascita della Russia, l'ascesa della Cina e l'incapacità di destabilizzare l'Iran. Ha citato il conflitto in Ucraina come una perdita fondamentale per l'Occidente, dichiarando: "Non la stanno perdendo; l'hanno già persa". Questi sviluppi sottolineano un declino più ampio del predominio occidentale, ha sostenuto, mentre posizionano la Siria come un campo di battaglia chiave che potrebbe ulteriormente prosciugare le risorse e minare gli obiettivi strategici a lungo termine. Implicazioni economiche: tendenze di energia, materie prime e valuteLe dimensioni economiche del conflitto geopolitico sono state un altro punto focale. Krainer ha previsto una prolungata instabilità in Medio Oriente, che potrebbe comportare "prezzi energetici molto più alti nei prossimi anni". Ha previsto potenziali interruzioni nelle forniture di petrolio ed effetti di ricaduta nelle regioni vicine, aumentando la volatilità nei mercati globali. Riflettendo sulle dinamiche energetiche e valutarie, ha affermato: "Direi un ulteriore declino delle valute occidentali, in particolare l'euro, lo yen e la sterlina britannica", anticipando al contempo che il dollaro statunitense potrebbe avere risultati migliori in termini relativi. ![]() Krainer ha elaborato l'impatto delle turbolenze geopolitiche su materie prime e azioni. Con le valute che perdono potere d'acquisto, ha previsto un aumento degli investimenti in materie prime come oro, argento ed energia. Ha osservato, "I mercati delle materie prime sono molto, molto più piccoli dei mercati azionari e dei titoli del Tesoro, e quindi saranno affollati". I metalli industriali e le materie prime morbide, come caffè e cacao, sono stati identificati come probabili beneficiari. Ha anche discusso del potenziale per un "crack-up boom" nelle azioni, guidato da iniezioni di liquidità mentre le banche centrali sostengono le perdite sistemiche. Prospettive finanziarie del Regno Unito e rischi di iperinflazioneL'intervista ha anche affrontato la precaria situazione finanziaria del Regno Unito. Krainer ha ribadito la sua convinzione che il Regno Unito rimanga a rischio di una crisi del debito, ma ha chiarito: "Non credo che crolleranno come in una depressione". Invece, ha suggerito che l'intervento della Banca d'Inghilterra nel mercato dei repo (pronti contro termine) ha temporaneamente stabilizzato il sistema. "Entro cinque settimane", ha osservato, "il mercato dei repo britannico è cresciuto fino a oltre 50 miliardi di sterline". Tuttavia, Krainer ha messo in guardia dalla stagflazione e dal rischio di iperinflazione, potenzialmente a un paio d'anni di distanza. ![]() Ha attribuito le sfide del Regno Unito a pressioni finanziarie globali più ampie, dove l'aumento dell'inflazione e le azioni delle banche centrali si intrecciano con incertezze geopolitiche. Pur riconoscendo misure temporanee per scongiurare il collasso, ha sottolineato che i problemi strutturali restano irrisolti, in particolare mentre gli shock economici globali si propagano. Trump, lo Stato profondo e le possibili false bandierePassando alla politica statunitense, Krainer ha riflettuto sul recente messaggio di Donald Trump sulla Siria. Ha descritto la retorica di Trump come strategica, volta a compiacere sia la sua base di elettori che l'establishment dello stato profondo. "Deve gestire le loro aspettative", ha suggerito Krainer, evidenziando la precarietà della situazione. Ha anche messo in guardia da potenziali eventi sotto falsa bandiera, ipotizzando la possibilità di un "attacco sotto falsa bandiera con un alto numero di vittime tra ora e il 20 gennaio" orchestrato da attori dello stato profondo nel Regno Unito o negli Stati Uniti per intensificare il conflitto globale. Krainer ha sottolineato la posta in gioco per Trump, osservando che "il pericolo più immediato è in realtà sopravvivere all'insediamento e venire insediato". Ha descritto l'ex presidente come qualcuno che cerca di bilanciare interessi contrastanti, pur segnalando la sua volontà di mantenere la continuità con le strutture di potere esistenti, almeno temporaneamente.
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