Ambientalismo
30 gennaio 2024 MEDIA IMPROBABILE E SCALA ESAGERATA. LA FRODE CLIMATICA PASSA DAI NUMERI COME TI CUCINO LA FRODE Ma stiamo parlando di una favola. Malefica. Chi la racconta, invoca una umanità decarbonizzata; e chi se la beve non si rende conto che l’umanità è sempre stata decarbonizzata, dalla notte dei tempi fino a 200 anni fa. Il lavaggio del cervello è stato metodico: comincia all’asilo e continua fino all’università. Questa produce laureati indottrinati, alcuni dei quali finiscono a insegnare all’asilo: l’inquinamento dei cervelli sembra non avere fine né rimedio. Chi si occupa seriamente di clima non ha scelta: se prova a mettere in dubbio la favola, si vede tagliate le risorse per fare ricerca. Il che significa che gli si inibisce anche la formazione di giovani collaboratori perché non può né pagarli né promettergli futura carriera. E questo vale non solo per la scienza del clima, ma anche per ogni cosa connessa a quella favola. Per esempio, la dichiarata necessità di installare impianti fotovoltaici o di usare auto elettriche per affrontare la presunta minaccia: le risorse date ai dipartimenti d’ingegneria per pompare queste tecnologie sono spropositate a fronte di quanto esse possano promettere. L’accademia del prossimo futuro nasce marcia. Le prove che contraddicono l'apocalisse climatica sono abbondanti e schiaccianti. Di fatto, non c’è alcuna prova – neanche una! – che il clima d’oggi sia governato dalle emissioni umane di CO2. C’è solo un sospetto: la CO2 è un gas serra e il clima s’è riscaldato dal 1980 al 2000. Punto. Non c’è altro. Per il resto sappiamo che il clima s‘era riscaldato molte volte nel passato: nel solo Olocene (gli ultimi 12.000 anni), 5000, 2000, 1000 anni fa, senza emissioni antropiche, era più caldo di ora e nessuna catastrofe è occorsa. E recentemente, in pieno boom di emissioni, il clima ha rinfrescato (anni 1940-1980). Il matematico serbo Milutin Milankovitch ha chiarito che i cicli climatici dipendono da variazioni cicliche terrestri: l’eccentricità dell’orbita attorno al sole, l’oscillazione dell’inclinazione dell’asse di rotazione, e il moto di precessione del medesimo, con periodi dell’ordine di 100.000, 40.000 e 20.000 anni. E il fisico italiano Nicola Scafetta ha chiarito che cicli climatici più brevi – dell’ordine delle centinaia d’anni o anche meno – seguono perfettamente altri cicli astronomici. La responsabilità della CO2 è stato un volo pindarico senza precedenti. Duecento anni fa, il fisico francese Joseph Fourier osservava che l'energia proveniente dalla luce solare deve essere bilanciata dall'energia irradiata nello spazio. Dopo qualche decennio, Il fisico irlandese John Tyndall osservava che alcuni gas (gas-serra) mantengono la Terra più calda: principalmente il vapor acqueo (presente in atmosfera in concentrazioni dall’1% al 7%) e, in misura molto minore, la CO2 (presente in atmosfera in concentrazioni dello 0.03% – oggi 0.04%, per via delle emissioni antropiche). Cancellando con un colpo di spugna il sole, il vapore acqueo, e perfino la CO2 naturale, il volo pindarico d’oggi è l’attribuire tutto il cambiamento climatico – tutto! – a quello 0.01% antropico di CO2. Ma più che volo pindarico è stata una frode, resa possibile col seguente artificio: sulle temperature registrate da migliaia di stazioni meteorologiche sparse per il globo, si è calcolata una improbabile media priva di significato. Che sia priva di significato è evidente anche se solo si dà un’occhiata all’intervallo entro cui variano le temperature registrate e quello, insignificante, entro cui varia quella media priva di senso. La figura allegata parla da sola: in nero le temperature registrate (o meglio le loro variazioni dal loro valor medio, posto uguale a zero) e in giallo le variazioni della loro improbabile media. Queste ultime variazioni sono insignificanti rispetto alla reale variabilità delle temperature registrate. ![]() Figura 1. Temperature registrate in circa 3000 stazioni meteorologiche (pallini neri) nel corso degli ultimi 120 anni. La curva gialla è ottenuta eseguendo, ogni anno, una (improbabile) media aritmetica dei valori delle stazioni. In ogni caso, la variazione di quest’ultima è di tutta evidenza insignificante rispetto alla variabilità reale. La frode consiste nel diffondere i valori solo della curva gialla (omettendo quella nera) e, inoltre, artificialmente espandendo la scala in modo da far apparire “allarmante” la variabilità delle temperature (si veda la figura 2). ![]() Figura 2. La curva gialla della figura 1 rappresentata in una scala convenientemente espansa. Su questa frode la Ue di Ursula von der Layen e gli Usa di Joe Biden stanno adottando quelle politiche energetiche che tanto stanno facendo arrabbiare gli agricoltori del mondo. ... |